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28 APRILE - GIORNATA MONDIALE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO

Con i formatori ed i collaboratori del gruppo URANO nelle ultime settimane abbiamo riflettuto su cosa avremmo potuto fare durante questa giornata, che per il secondo anno cade nuovamente in un periodo di pandemia (seppur diverso da quello dello scorso anno). Ogni anno questa commemorazione vede lo svolgimento di eventi, di seminari (e oggi di webinar) per sensibilizzare e promuovere il lavoro sicuro e cercare quindi di andare a ridurre il numero di infortuni e morti che purtroppo continuano ad esserci.

Dopo varie proposte ed idee però la discussione si è spostata su un aspetto che spesso ci troviamo a discutere in varie occasioni e cioè quello delle “ricorrenze e anniversari”.

Quante volte ci siamo trovati a dire che “San Valentino ok, ma il nostro rapporto non c’è solo oggi” oppure “la donna dovrebbe essere festeggiata tutti i giorni”? E questo per qualsiasi altro evento che ogni anno si ripresenta ci porta ad esserne felici ma pensare che non dovrebbe esserci solamente un giorno particolare all’anno per festeggiare, per gioire, per ricordare e per dedicarsi a qualcuno ma tutti i giorni dovrebbero vedere il nostro interesse verso le persone e le cose a cui teniamo.

E alla sicurezza e alla salute delle persone sicuramente tengo, è quello che mi sprona ogni giorno a macinare chilometri, a conoscere persone, a finire il fiato a volte per cercare di fare al meglio possibile il mio “lavoro” di formatore, cercando di trasmettere questa passione alle persone che mi ritrovo di fronte – la passione della sicurezza, la passione della salute… la passione della vita.

Da questo pensiero la conclusione è stata piuttosto semplice: per la giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro avremmo fatto…. quello che facciamo tutti i giorni! Proprio così, essere in aula, in fabbrica, in campo (nel verso senso della parola) a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, a far quello che ci riesce meglio cioè formare, coinvolgere, interessare, appassionare, educare, discutere di sicurezza con le persone che ogni giorno sono a contatto con i rischi, che ogni giorno devono tutelare se stessi e gli altri, che ogni giorno devono poter tornare a casa delle loro famiglie.

La formazione deve essere un’esperienza positiva e di crescita personale e professionale, deve interessare e coinvolgere i lavoratori per far sì che ci possano essere dei cambiamenti concreti, anche minuscoli, nel loro lavoro. E invece ancora oggi troppo spesso la formazione è vista come un peso ed un costo, un qualcosa da fare perché “è obbligatorio” oppure perché “sennò non mi fanno entrare in cantiere”, e così si cercano le strade facili per avere gli attestati, anche pagandoli ovviamente ma senza perdere tempo “perché qui si deve pensare a lavorare”.

Si cerca di poter metter due firme, magari un’oretta di lezione (se va bene, altrimenti nemmeno quella) giusto per sentirsi dire “le solite cose” che tanto sono sempre le stesse e che annoiano a morte i corsisti ed ecco che ci sentiamo sollevati, abbiamo adempiuto all’obbligo di formazione e abbiamo il nostro per pezzo di carta.

Quel pezzo di carta non sarà quello che eviterà ad un lavoratore di sfracellarsi al suolo in caso di una caduta dall’alto perché non può servire come paracadute.

Quel pezzo di carta non sarà quello che eviterà ad un lavoratore di rimanere schiacciato sotto un muletto in caso di ribaltamento perché non è un ammortizzatore.

Quel pezzo di carta non sarà quello che ci farà spegnere un incendio perché la carta appunto brucia (è un combustile eh) e non sarà neppure quello che ci permetterà di fermare un’emorragia perché non è una garza.

Tutti i giorni devono essere adottati comportamenti sicuri, tutti i giorni fare sicurezza deve essere una volontà e non un obbligo, tutti i giorni lavoratrici e lavoratori devono tornare indenni dai propri affetti…

TUTTI I GIORNI PER NOI SONO LA GIORNATA MONDIALE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO.



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